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	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; rapporto</title>
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	<description>Insieme per una cultura della gentilezza</description>
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		<title>Può esistere amicizia tra uomo e donna?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Emozioni e Affettività]]></category>
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		<description><![CDATA[“Può esistere l’amicizia tra uomo e donna?” E’ un interrogativo che è sempre esistito da diverso tempo e al quale non si è mai saputo dare una risposta netta e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-4578" href="http://stobenecontutti.it/2011/04/13/puo-esistere-amicizia-tra-uomo-e-donna/amicizia-amore/"><img class="alignleft size-medium wp-image-4578" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="amicizia-amore" src="http://stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2011/04/amicizia-amore-281x300.jpg" alt="" width="281" height="300" /></a>“<strong>Può esistere l’amicizia tra uomo e donna</strong>?” E’ un interrogativo che è sempre esistito da diverso tempo e al quale non si è mai saputo dare una risposta netta e decisa perché è una tematica ricca di ambivalenza. La cultura ha distinto il ruolo maschile e femminile in maniera radicale: l’uomo per indole “cacciatore” e la donna “preda” da cacciare. Fisiologicamante l’uomo e la donna sono troppo diversi per riuscire a pensare ad un autentico rapporto di amicizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua essenza <strong>l’amicizia è un sentimento “puro”</strong>, una relazione tra due persone fatta di reciprocità, fiducia, complicità, sincerità, rispetto, stima ammirazione e lealtà. Può nascere per caso oppure no, per simpatia, quando ci sono interessi comuni, quando si condividono delle esperienze, quando si hanno gli stessi gusti. Di solito questo è il punto di partenza, poi da lì si può arrivare a qualcosa di più profondo e sfociare in alcuni casi in un <strong>sentimento di amore.</strong> Un importante filosofo di nome Pieper sosteneva che l’amicizia è la base dell’amore, non aveva tutti i torti. E’da qui che nasce il dilemma: “Può un rapporto di amicizia tra uomo e donna restare intatto, senza sfociare in qualcos’ altro?”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>amicizia</strong> “vera” non ammette cedimenti da un punto di vista sessuale; nel momento in cui compare un’<strong>attrazione fisica</strong> o addirittura un amore, viene messo in discussione tutto il rapporto tra due persone di sesso opposto e certamente non si potrà più parlare di amicizia. Le posizioni a riguardo sono differenti poiché i casi sono diversi, si può però affermare che alla base di un <strong>rapporto amicale</strong> c’è quasi sempre una forma di interessamento unilaterale o bilaterale che è difficle tenere a freno. Le statistiche mostrano come l’uomo, rispetto alla donna abbia una maggiore difficoltà, probabilmente per istinto maschile, per cultura, a mantenere un rapporto di amicizia con una donna senza che interferisca la componente sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ facile pensare che quando un uomo fa amicizia ci sia quasi sempre un secondo fine di mezzo, magari remoto, un investimento per il futuro, una vana speranza che possa quel rapporto, un domani, divenire altro. Se due persone stabiliscono dal principio che si tratta di amicizia e che tale deve rimanere, devono assumersi entrambi la responsabilità dei suoi limiti, delle sue potenzialità inespresse, delle sue passioni soffocate e dei suoi compromessi da tener in considerazione fermamente se si vuole conservare saldo il rapporto. I rapporti amicali tra uomini e donne sono amori mancati in un certo senso; il confine è molto labile ed è facile scivolare ad un tratto e insensibilmente da un’intensa amicizia a qualcosa di più profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Importante è la capacità, la volontà nel<strong> riconoscere i sentimenti e il senso del limite</strong>. Questo non viene messo sempre in pratica, molto spesso, il sentimento di uno dei due nella relazione viene sublimato e accutamente celato, per non “rovinare” il rapporto e non perdere l’altro/a.Un uomo e una donna che riescono a mantenere intatto il loro rapporto, esente quindi da ogni forma di cedimento sessuale, hanno qualcosa in più che non può essere paragonato ad un rapporto di amicizia tra persone appartenenti allo stesso sesso, per la diversità di ruolo e di aspettative. Gli esseri umani per natura tendono alla competizione in ogni ambito, in amore, nel lavoro, nei rapporti interpersonali, hanno un costante desiderio di emergere più dell’altro, di sopravvalere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo nelle persone dello stesso sesso, anche se amici, è più facile che si manifesti, probabilmente a causa di tutti quei risvolti caratteriali (invidia, gelosia) che nello stesso sesso tendiamo a tollerare meno. Tipologicamente i rapporti di amicizia tra uomini e donne sono diversi e questo cambia l’entità del rapporto. Per esempio, un uomo e una donna single e sessulmente attivi, hanno una maggiore probabilità che il loro rapporto possa sfociare in qualcos’altro, non sentendosi ostacolati da impedimenti di carattere morale (avere già un altro/a partner per esempio). Può anche verificarsi che due persone di sesso opposto, di cui una (dominante) sfrutti l’altra (sottomessa) per amicizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La dominante sa e intuisce che la sottomessa vorrebbe qualcos’altro di più (amore) ma fa finta di non saperlo per non perdere comunque qualcosa. La sottomessa, al tempo stesso, sa o intuisce che la dominante non ne vuole sapere di una relazione, ma non ha il coraggio di chiarire la situazione per timore di perdere ugualmente la persona. I problemi nascono quando tra uomo e donna potenzialmente amici, uno dei due ad un certo punto si rende conto di nutrire un sentimento per l’altro/a che non è più amicale. Avrà remora nel rivelare i suoi sentimenti, per paura di una reazione negativa dell’altra persona, continuando così a vivere il suo “amore platonico” non dichiarato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’oggetto d’amore” dall’altra parte, potrà  non rendersi conto del cambiamento dei sentimenti dell’altro/a (è raro), oppure rendersene conto e non parlarne. Il non voler discutere avviene perché, in ogni caso, un interessamento altrui, specialmente se da parte di una persona amica, accresce l’autostima, dona un supporto psicologico ed esistenziale. In una situazione di questo tipo sarebbe opportuno rivelarsi senza inibizioni, avere il coraggio di ammettere a sé e all’altro/a i propri sentimenti. E’ importante che se ne parli nella relazione, al fine di ripristinare il rapporto o decidere (in casi estremi) di modificarne la natura. Alla luce di quanto detto, è evidente che <strong>costruire un rapporto saldo di amicizia</strong>, con tutti i capisaldi che la contraddistinguono non è facile. <strong>L’amicizia è una relazione veramente personale, che mette in gioco un “Io” e un “Tu”, che decidono di entrare in intimità.</strong> Soprattutto non è un sentimento uguale per tutti, ci sono amicizie maggiori e minori.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che contraddistingue un reale rapporto di amicizia è l’ “esclusività”, il condividere momenti  soltanto con quella persona e non con tutti. <strong>In una relazione di amicizia tra un uomo e una donna viene stabilito un compromesso se si vuole che il rapporto resti tale senza che interferisca la variabile sesso.</strong> Ma data l’imprevedibilità dei sentimenti, non si può affermare con nessuna certezza che un rapporto di amicizia non possa sfociare in altro nel futuro. Sta alla volontà delle persone, al significato che viene attribuito alla relazione e all’importanza che l’uno ha per l’altro/a.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberta De Bellis</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte: </strong><a title="usufruire del servizio...  Può esistere amicizia tra uomo e donna?" href="http://www.psicoterapie.org" target="_blank">http://www.psicoterapie.org</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="La Legge delle Relazioni" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-legge-delle-relazioni.php?pn=1493" target="_blank">La Legge delle Relazioni</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Le 10 Regole dell'Amicizia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le_10_regole_dellamicizia.php?pn=1493" target="_blank">Le 10 Regole dell&#8217;Amicizia</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Amore e Liberta'" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore-e-liberta.php?pn=1493" target="_blank">Amore e Liberta&#8217;</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Sofferenza in amore</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una storia d&#8217;amore si investe parte di se stessi, ci si mette in gioco, si investono sentimenti e aspettative. La fine di una relazione è un evento difficile da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-4352" href="http://stobenecontutti.it/2011/01/17/sofferenza-in-amore/sofferenza-in-amore/"><img class="alignleft size-medium wp-image-4352" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="sofferenza in amore" src="http://stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2011/01/sofferenza-in-amore-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>In una <strong>storia d&#8217;amore</strong> si investe parte di se stessi, ci si mette in gioco, si investono sentimenti e aspettative. La fine di una relazione è un evento difficile da superare. E&#8217; sempre un fallimento. Si sente di aver sbagliato tutto. Ci si sente persi. Se anche tu stai attraversando questo momento difficile leggere questa guida potrebbe aiutarti.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Sofferenza</strong></span><br />
quando una storia finisce ci sentiamo privati di una parte fondamentale di noi stessi. Per questo provi tutto questo <strong>dolore</strong>. E come se fossi stata mutilata. L&#8217;unica soluzione che trovi per trattenere il tuo amore ancora vicino a te è quella di pensarlo in continuazione. Ma questo in realtà ti procura indicibili sofferenze. Il primo passo è non chiudersi in se stessi: non restare ripiegata nel tuo dolore, confrontati invece con le persone a te care, perché loro sapranno darti un parere obiettivo. Importante è anche esteriorizzare la tua sofferenza: piangi, butta via regali e lettere, strappa le foto. Non sentirti stupida. Fai tutto ciò che ti occorre.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bilanci</strong></span><br />
La fine di una storia può essere un&#8217;ottima occasione per rimettersi in discussione. Potresti ad esempio notare che nelle tue relazioni c&#8217;è sempre un copione che si ripete identico a se stesso. In questo modo, confrontandoti con i motivi che hanno messo fine alla tua storia, puoi evitare di commettere sempre i medesimi errori. Fai tuttavia molta attenzione a discernere tra le cose che puoi migliorare e quelle che invece non dipendono da te.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Accettazione e Nuovo Inizio</strong></span><br />
L&#8217;amore non può essere univoco. <strong>Per tenere in piedi una storia occorre essere in due a volerlo, a crederci.</strong> Accettare la fine di una storia con tutte le motivazioni che l&#8217;hanno provocata e tutte le implicazioni che provoca, è un passo fondamanentale per recuperare la serenità perduta. Adesso sei davvero pronta a ricominciare.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fonte:</strong></span></em> <a href="http://www.saperlo.it" target="_blank">http://www.saperlo.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Mal d'Amore o Amor Sano?" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mal_d_amore_o_amor_sano.php?pn=1493" target="_blank">Mal d&#8217;Amore o Amor Sano?</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Prigioniero Volontario" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__prigioniero_volontario.php?pn=1493" target="_blank">Prigioniero Volontario</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Le 10 Regole per Superare la Sofferenza" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le-10-regole-per-superare-la-sofferenza.php?pn=1493" target="_blank">Le 10 Regole per Superare la Sofferenza</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>La coppia stabile</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 04:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è difficile stare insieme per tutta la vita ad una sola persona, per cui si è passati dalla monogamia semplice alla ‘monogamia seriale’: un solo partner alla volta, ma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/10/coppia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4091" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="la coppia stabile" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/10/coppia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Oggi è difficile stare insieme per tutta la vita ad una sola persona</strong>, per cui si è passati dalla monogamia semplice alla ‘monogamia seriale’: un solo partner alla volta, ma solo per un tempo limitato. La monogamia resiste ancora perché, malgrado le rinunce che richiede, ha sulle persone anche utili effetti pratici: dà un senso di protezione attraverso la convivenza ed il mutuo aiuto e sembra avere effetti positivi anche sulla salute e la speranza di vita. Sembra infatti che avere un rapporto stabile con una sola persona allunghi di dieci anni la vita dell’uomo e di tre quella della donna (per cui sposarsi conviene più agli uomini che alle donne !).</p>
<p style="text-align: justify;">Studi epidemiologici inoltre hanno riscontrato che il matrimonio rafforza il sistema immunitario e preserva da numerose malattie, fra cui il cancro. A parte qualche problema di sovrappeso, gli sposati appaiono in migliore forma fisica dei singles e rispetto ad essi hanno circa la metà delle probabilità di morire prematuramente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>matrimonio</strong> è ottimale per chi ama fare progetti a lunga scadenza e punta sulla stabilità affettiva, anche se esso richiede molte rinunce, che non tutti sono disposti a fare. In primis, col matrimonio si rinuncia al ruolo di figlio o figlia e ci si assume nuove responsabilità, in vista della formazione di una famiglia. Attraverso questo passaggio si abbandona il mondo dei progetti e dei desideri per passare all’impegno per la loro possibile attuazione nella realtà (con relativo, frequente, disincanto) e si acquisiscono nuovi valori. Il desiderio di condivisione della <strong>felicità di coppia</strong> va coltivato con tutti i mezzi, anche se, dopo i primi tempi dell’innamoramento e dei batticuore arriva l’abitudine a smorzare molti entusiasmi. L’amore capace di sopravvivere alla routine del quotidiano, alle rinunce, alle piccole e grandi delusioni, è veramente difficile da trovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ci si sposava anche senza amore e si continuava a stare insieme anche quando l’amore era finito per una serie di motivi: perché la società non ammetteva il divorzio, perché le donne si sentivano comunque più socialmente protette nel ruolo di mogli piuttosto che di donne separate, perché gli uomini avevano una doppia morale, che permetteva loro di essere mariti e padri ‘esemplari’, senza rinunciare alle loro trasgressioni sessuali. Oggi ci si sposa solo per amore e resta insieme fino a che dura l’amore: in genere pochi anni o pochi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A decidere di separarsi sono in genere le donne </strong>e questo spiega che in realtà poco è cambiato nella vita di coppia, malgrado le apparenze: se le donne desiderano separarsi più degli uomini è evidente che sono loro a provare un maggiore senso di infelicità e di delusione. L’unica cosa che è cambiata è la possibilità di avere un’indipendenza economica e quindi di poter scegliere di vivere da single, in attesa di incontrare un nuovo amore. Perché un amore duri a lungo, è indispensabile che i due partners si impegnino attivamente, giorno dopo giorno e non pensino alla sopravvivenza della coppia come a qualcosa di scontato, di definito. Ogni giorno bisognerebbe reciprocamente spendersi per riconquistare l’altro/a, attraverso attenzioni e dolcezza, giocando anche con l’arma della seduzione. Perché questo sia possibile <strong>è bene che il rapporto di coppia conservi un pizzico di mistero e che fra i due partners non vi sia mai una fusione completa, una mancanza di spazi personali, che finisce per far provare un senso di ‘solitudine a due’, piuttosto che la completezza di un rapporto di coppia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La cura, l’attenzione, l’amicizia e la solidarietà per l’altro non dovrebbero mai venire meno fra coniugi o conviventi che vogliono restare uniti: per questo bisogna imparare a ritagliarsi del tempo libero da dedicare al benessere della coppia, all’uso della creatività nei progetti di vita da realizzare insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">I motivi di conflitto in una coppia di lunga durata possono essere molteplici, ma il principale è sicuramente legato alla sessualità. La donna infatti, prima o poi dovrà fare i conti con un vistoso calo del desiderio, che nell’uomo invece resta generalmente invariato, malgrado la routine. Diminuiscono i baci, le carezze, i preliminari, le coccole e le donne, che nutrono il loro erotismo di fantasie di seduzione, emozioni e sentimenti, sentono che il rapporto sessuale perde di significato e di intensità, anche orgasmica. Per questo i rapporti sessuali diminuiscono e, laddove non spuntano amanti, si vive in uno stato di forte tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per migliorare la situazione, occorre trovare un punto di mediazione, che consenta di riscrivere le regole che tengono insieme la coppia. E’ impensabile infatti che dopo dieci, venti anni di matrimonio, le norme che regolano il rapporto non debbano adeguarsi ai tempi: i due partners sono cambiati, la loro relazione si è ormai consolidata, nella maggior parte dei casi sono stati messi al mondo dei figli. Pretendere che tutto debba essere come il primo giorno è un’utopia. Per restare uniti bisogna dunque usare l’intelligenza. <strong>Come nella gestione di tutti i conflitti della vita, anche in quello coniugale bisogna imparare a distinguere le nostre sensazioni dai nostri comportamenti.</strong> Le sensazioni che proviamo infatti, sono tutte accettabili, perché sono nostre e con esse possiamo fare i conti: i comportamenti invece riguardano anche gli altri e per questo possono essere più o meno accettabili. Il segreto sta nell’utilizzo dell’intelligenza, emotiva e razionale, che deve mediare abilmente fra le sensazioni ed i comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ logico che tutti noi miriamo anzitutto alla soddisfazione dei nostri bisogni e non possiamo dedicare la nostra intera vita a soddisfare quelli degli altri, ma possiamo arrivare al compromesso per cui, comportandoci bene nei confronti degli altri, si renda possibile soddisfare anche i propri desideri.<strong> Il segreto dell’unione stabile dunque non sta nell’accettazione, da parte di uno dei due partners, di essere vittima degli altrui desideri, ma nella reciproca capacità di razionalizzare il proprio egoismo, volgendolo a fini comuni.</strong></p>
<p>articolo di <strong>Giuliana Proietti</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span><a title="La coppia stabile" href=" http://www.buonerelazioni.it" target="_blank"> http://www.buonerelazioni.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Per una Felice Vita di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__per-una-felice-vita-di-coppia.php?pn=1493" target="_blank">Per una Felice Vita di Coppia</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="La Relazione di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-relazione-di-coppia.php?pn=1493" target="_blank">La Relazione di Coppia</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Psicologia della Coppia: Attrazione e Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__psicologia_della_coppia_attrazione-amore.php?pn=1493" target="_blank">Psicologia della Coppia: Attrazione e Amore</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Empatia e simpatia</title>
		<link>http://stobenecontutti.it/2010/10/11/empatia-e-simpatia/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<category><![CDATA[simpatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Empatia è l’interesse autentico verso l’altro e la capacità del soggetto di mettersi nei panni dell’altro, di comprendere il suo stato d’animo. Sintonia con l’altro, autenticità, giova al rapporto se...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/10/Empatia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4066" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Empatia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/10/Empatia-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>Empatia è l’interesse autentico verso l’altro e la capacità del soggetto di mettersi nei panni dell’altro, di comprendere il suo stato d’animo</strong>. Sintonia con l’altro, autenticità, giova al rapporto se c’è una reciprocità nell’essere l’uno per l’altro empatici.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una tenerezza reciproca che comprende anche una pulsione di autoconservazione per ognuno dei soggetti coinvolti che si sviluppa in conservazione e protezione del rapporto da parte di entrambi. <strong>L’accettazione dell’altro è il primo passo verso l’empatia.</strong> Il desiderio (bisogno) di trovare nell’altro gli schemi che conosciamo per rassicurarci è un processo, un bisogno che non è necessario se si raggiunge un’intesa empatica. Il riconoscimento dell’altro come diverso da noi è necessario per essere empatici e conservare il rapporto, ma è un riconoscere che la diversità dell’altro è un’opportunità e non un limite per il rapporto. L’intesa con l’altro, così difficile da costruire e da conservare, è un obiettivo prezioso ma una volta raggiunto veramente rinforza il legame e anche i componenti stessi della coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">I litigi, i dissensi, sono una parte del rapporto, evitarli non giova perché nascondersi sottende l’accondiscendenza che non porta a un confronto reciproco. Non può essere uno status ideale un rapporto senza litigi, sottende una paura di confrontarsi e una fragilità, un’armonia fittizia, proprio perché senza confronti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La simpatia è amabilità e affettuosità</strong> ma è solo l’inizio, ciò che può balzare ali occhi in un primo momento, la piacevolezza di condividere momenti con l’altro. Può essere considerato un rapporto che si potrebbe  trasformare e diventare più profondo, empatico, ma è necessario affinché ci sia un buona intesa che entrambi i soggetti siano disponibili a mettersi in gioco in modo autentico.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo se si riesce ad essere empatici con se stessi, ad accogliere anche le proprie debolezze, allora si riesce anche a comprendere l’altro e creare una relazione profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">La compassione non serve alla costruzione di un rapporto a meno che ci sia in uno dei due il bisogno di vedere l’altro come una persona da soccorrere, da commiserare, da aiutare. Ma l’aiuto diventa poi un dispendio di energie a senso unico, un bisogno di dare che col tempo non gratifica ma crea uno schema di relazione fisso  in cui il soggetto che riceve si sente carente e inadeguato. Potrebbe essere questo un caso in cui si stabilisce il contatto sbagliato, perché non c’è reciprocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece c’è empatia, il contatto si stabilisce con la mediazione. L’empatia non funziona solo se non c’è una reciprocità, però in questi casi non si può parlare di empatia, ma come dicevo prima, di compassione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il corpo è un importante mezzo di comunicazione che rivela la nostra autenticità, un atteggiamento , un’espressione, uno sguardo rivelano e confermano un nostro stato d’animo.</strong> Ciò che noi facciamo sostiene ciò che noi diciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sfera della sessualità tutto questo interferisce in modo sostanziale, le disfunzioni sessuali manifestano sempre una difficoltà di relazione, un problema dell’intesa reciproca, anche se formalmente la relazione è mantenuta avviene un corto circuito nel contatto più profondo, non si riesce a mantenere un legame a tutti i livelli. Quando l’empatia reciproca è fragile anche il desiderio dell’altro come oggetto d’amore diventa privo di intensità. Le manifestazioni di reciproco affetto autentico sono la base per un rapporto sessuale intenso. Un’intensità del corpo e dell’anima.</p>
<p><strong>Annalisa Pistuddi</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Empatia e simpatia" href="http://www.psicolinea.it" target="_blank">http://www.psicolinea.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table cellpadding="3" style="margin-bottom:2px">
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-era-dell-empatia.php?pn=1493" title="La Civiltà dell'Empatia" style="font-weight:bold">La Civiltà dell&#8217;Empatia</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<table cellpadding="3" style="margin-bottom:2px">
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__che_cose_empatia.php?pn=1493" title="Che Cos'è l'Empatia" style="font-weight:bold">Che Cos&#8217;è l&#8217;Empatia</a></div>
</td>
</tr>
</table>
<table cellpadding="3" style="margin-bottom:2px">
<tr>
<td>
<div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-tao-dell-empatia.php?pn=1493" title="Il Tao dell'Empatia" style="font-weight:bold">Il Tao dell&#8217;Empatia</a></div>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Gelosia d’estate, vincerla si può!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 05:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la coppia: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere La gelosia in vacanza È facile, in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/Gelosia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3386" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Gelosia: d'estate vincerla si può" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/06/Gelosia1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>In estate la gelosia viene più facilmente a galla e mina la <strong>coppia</strong>: ecco come utilizzare al meglio le “energie” che fa esplodere</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La gelosia in vacanza</span></h3>
<p style="text-align: justify;">È facile, in questa stagione dell’anno più di altre, che la gelosia venga a galla. Aumentano i momenti di svago e le uscite in libertà con gli amici. Il sole, il mare e i corpi spogliati inducono  comportamenti più libertini, cadono i freni inibitori e ci si lascia andare di più. Durante queste settimane di vacanza il sospetto nei confronti del partner sale alle stelle, col risultato che si rischia di rovinare quello che potrebbe essere il periodo più sereno dell’anno.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Gelosia: quella “buona” ti riaccende</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Ci sono però modi diversi di vivere la gelosia. Uno è quello che ci fa sentire costantemente minacciati per la paura che un terzo s&#8217;inserisca nella relazione. In questo caso la gelosia diventa la vera protagonista della relazione. È tipico di persone fragili, insicure e con poca stima di sé. A volte invece<strong> l’emergere di questo sentimento può diventare un vero e proprio motore che rivitalizza il rapporto di coppia.</strong> Rimescola i punti fermi e rende l’altro nuovamente interessante e appetibile agli occhi di chi dava tutto per scontato. La gelosia ci rimette in gioco per riconquistare di nuovo chi si teme di perdere, quindi permette di “osare” approcci in precedenza non considerati. In queste situazioni la gelosia è nutrimento per una nuova vitalità, il miglior “collante” per la coppia in crisi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Scopri qui se la tua gelosia è quella giusta</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono tre gli aspetti che ci fanno capire se l’energia suscitata dentro di noi dalla gelosia non si è fissata in un&#8217;ossessione, ma si è trasformata in un potente stimolo energetico.<br />
Osserviamoci e annotiamo mentalmente i nostri atteggiamenti verso l&#8217;altro.<br />
- <strong>Il desiderio di averlo accanto</strong>, di essere ammirati e desiderati da lui/lei non rende inutili le ore trascorse in sua assenza, ma le riempie di sprint, di voglia di realizzarci, di sentirci bene in ogni situazione?<br />
- <strong>La paura di non piacergli più fisicamente</strong> diventa lo spunto per occuparci del nostro aspetto fisico e per provare ogni giorno ad inventarsi un motivo nuovo per suscitare erotismo?<br />
- Ci sentiamo grintosi, con un sano pizzico di aggressività che ci guida in ogni situazione?<br />
Se la risposta a queste domande è “sì” possiamo stare tranquilli: la nostra gelosia è de tutto sana e nella norma.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Sei geloso? Ecco come usare questa “energia” al meglio</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sei in preda a un attacco di gelosia? Ecco un esercizio per uscire indenni  dalla “situazione tipo” più a rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">-  Lui se la mangia con gli occhi e lei sorride, civetta, incurante di te che guardi impotente la scena rodendoti dentro. Ovvio, a casa poi si faranno i conti&#8230; Ma mentre sei lì e osservi, invece di meditare vendetta per tutta la serata, prova a fare un “viraggio emotivo”: scivolare dalla gelosia alla tenerezza.<br />
-<strong> Osserva il partner con l’occhio dello spettatore</strong>, impegnati a non lasciarti condizionare dalla gelosia, che te lo fa apparire indelicato, superficiale o provocatore e guardalo come se lo vedessi per la prima volta: il viso, lo sguardo, le mani, ecc.<br />
- Separa la sua immagine dal contesto in cui siete e fissa la tua attenzione su ogni particolare del suo viso e del suo corpo: sono gli occhi che ami, la bocca che baci, le mani che ti carezzano e che stringi. Pesca dalla memoria le “istantanee” più recenti dei vostri momenti di intimità e lascia che la tenerezza si sostituisca alla gelosia, dolcemente.<br />
• <strong>Ti accorgerai che gelosia e tenerezza</strong>, per quanto lontane possano apparire, occupano invece lo stesso territorio emotivo: virare dall&#8217;una all&#8217;altra è più facile del previsto.<br />
• Il risultato? Sospetti e ossessività, che fanno irritare il partner e vi allontanano reciprocamente, lasciano il posto a <strong>dolcezza e ironia</strong>. Le armi migliori per riconquistarlo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Gelosia: in estate vincerla si può" href="http://www.riza.it" target="_blank">http://www.riza.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p><a title="La Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_gelosia.php?pn=1493" target="_blank">La Gelosia</a></p>
<p><a title="Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gelosia-edizione_economica.php?pn=1493" target="_blank">Gelosia</a></p>
<p><a title="Vergogna e Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__vergogna_e_gelosia.php?pn=1493" target="_blank">Vergogna e Gelosia</a></p>
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		<title>Gelosia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 05:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
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		<category><![CDATA[relazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è la gelosia? Da un punto di vista etimologico, il termine proviene dal latino &#8220;zelus&#8221; e significa zelo, cura scrupolosa. Per le nostre nonne le gelosie erano i battenti delle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/03/Gelosia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3091" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Gelosia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2010/03/Gelosia-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cos’è la gelosia?</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista etimologico, il termine proviene dal latino &#8220;zelus&#8221; e significa zelo, cura scrupolosa. Per le nostre nonne le gelosie erano i battenti delle finestre che avevano  ovviamente  il compito di proteggerle da sguardi indiscreti.<br />
Nell&#8217;accezione più comune la <strong>gelosia</strong> è però <strong>uno stato emotivo</strong> determinato dal timore, fondato o meno, di perdere la persona amata e caratterizzato dalla paura e dal sospetto che questa rivolga altrove il suo interesse, con la conseguenza che si sviluppino odio e aggressività nei confronti del rivale vero o presunto.</p>
<p style="text-align: justify;">La gelosia non è un fenomeno “anormale”, né tanto meno una malattia, ma può diventarlo. Per alcuni è un fastidio, una sottile sensazione di disagio, per altri un’ossessione. A volte è un bisogno, una dipendenza.<br />
Nella nostra cultura, la gelosia, al di là della sua connotazione negativa, è approvata, in quanto pare garantire la presenza di affetti legittimi, primo fra tutti l’amore: chi ama davvero deve essere geloso!</p>
<p style="text-align: justify;">Ritroviamo il “dramma della gelosia” in letteratura, in musica, nel cinema, nelle arti figurative, addirittura nella giurisprudenza che sembra giustificarla e compatirla attribuendo un significato “onorevole” ai suoi delitti.<br />
Esistono comunque diversi livelli di gelosia:</p>
<p style="text-align: justify;">1. Il desiderio di tenere a sé la persona amata<br />
2. La gelosia che porta a continue verifiche sulla vita del partner<br />
3. La gelosia ossessiva:  proiezione della propria infedeltà o insicurezza sull’altro.<br />
4. La gelosia delirante</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Psicologia e gelosia</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sigmund Freud, distingue tre diverse forme di gelosia, la cui caratteristica comune è l’ambivalenza, la contemporanea presenza cioè, di sentimenti di amore ed aggressività rivolti verso la stessa persona:</p>
<p style="text-align: justify;">1.  <strong> La GELOSIA COMPETITIVA o NORMALE</strong>, essenzialmente composta da dolore, afflizione, provocati dalla convinzione di aver perduto 1’oggetto d’amore, da sentimenti ostili verso il più fortunato rivale, da una dose più o meno grande di autocritica che tende ad attribuire a se stesso la responsabilità della perdita amorosa. Infine da sentimenti ostili verso il rivale e da una dose più o meno grande di autocritica.</p>
<p style="text-align: justify;">2.    <strong>La GELOSIA PROIETTIVA</strong>, che deriva, sia nell’uomo che nella donna, dall’infedeltà che essi stessi hanno attuato nella vita o da spinte verso l’infedeltà che sono state rimosse. La fedeltà, nei rapporti di coppia può essere mantenuta solo a patto di resistere a continue tentazioni. Colui che avverte in sé 1’esistenza di queste tentazioni attuerà un meccanismo inconscio per alleviare il proprio disagio: proietterà sull’altro le proprie tendenze all’infedeltà.</p>
<p style="text-align: justify;">3.   <strong> La GELOSIA DELIRANTE</strong>, caratterizzata dalla convinzione, di solito priva di fondamento reale, dell’infedeltà del proprio partner, e da conseguenti reazioni comportamentali nei confronti di quest’ultimo e dei suoi presunti amanti. Manifestazione caratteristica di questo tipo di gelosia è l’affannosa ricerca di indizi che provino l’infedeltà. Anche il delirio di gelosia per Freud è determinata da tendenze all’infedeltà che sono state rimosse ma gli oggetti di queste fantasie sono dello stesso sesso del soggetto. La gelosia delirante corrisponde ad una forma di omosessualità che da latente comincia a cercare la sua strada. Come tentativo di difesa contro un impulso omosessuale troppo forte essa può essere descritta mediante la formula: “Non sono io che lo amo è Lei che lo ama”.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La gelosia patologica</span></h3>
<p style="text-align: justify;">La gelosia di per sé, non è patologica, ma può diventarlo, se espressa e percepita nella sua forma più estrema, trasformandosi in gelosia ossessiva o delirante. Il delirio di gelosia, come riportato dal DSM IV TR, consiste nella convinzione di essere traditi dal proprio partner distinguendosi in tal modo dalla gelosia caratterizzata dal timore di tradimento, ma non dalla certezza che esso si sia consumato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico, la gelosia patologica è uno dei sottotipi del Disturbo Delirante riportati dal DSM–IV-TR. Tale sottotipo si applica quando il tema centrale del <strong>delirio della persona è la convinzione che il proprio coniuge o amante sia infedele</strong>; convinzione che non si basa su un motivo accertato, ma su deduzioni non corrette, supportate da piccoli indizi interpretati come prove evidenti, allo scopo di giustificare il delirio. Di solito, il soggetto con il delirio cerca il confronto con il partner, e tenta di intervenire contro l’infedeltà immaginaria , ricorrendo a diverse strategie; ad esempio limitando l’autonomia del partner, seguendolo e pedinandolo, investigando sul presunto amante, fino ad arrivare nei casi estremi ad attaccare fisicamente il proprio partner, sfociando in alcuni casi nel cosiddetto “delitto passionale”, di cui la gelosia sembra essere la causa più frequente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"> Personalità del partner geloso</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il senso di proprietà, il bisogno di controllare, la paura dell’abbandono sono le principali caratteristiche della gelosia. A molti queste caratteristiche sono state trasmesse in famiglia.<br />
La madre è gelosa del figlio dal momento del parto; il figlio, nascendo, non sarà più solo suo. Il padre, allo stesso tempo, vede nel figlio il tradimento della moglie. Si sente abbandonato, messo da parte, in quanto tutte le attenzioni sono rivolte al nuovo arrivato.<br />
Il bisogno che spesso sottende la gelosia è un <strong>bisogno di esclusività;</strong> il bisogno di un legame che ci faccia sentire importanti perché unici, un legame senza cui l’altro non potrebbe vivere. In questo caso non importa se 1’intruso provochi una effettiva riduzione del tempo, dell’affettività, dell’amore: ogni intrusione in sé rappresenta una effettiva limitazione nel rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo si vede nelle relazioni in cui un partner, spesso per senso di colpa, ricopre 1’altro di regali e attenzioni pur coltivando un legame con una terza persona. Anche nel caso in cui l’ammontare complessivo delle risorse affettive venga distribuito in maniera da accontentare tutti, la perdita dell’esclusività sarà ritenuta comunque di importanza capitale.<br />
Il discorso sulla esclusività non ci porta molto lontano da quello sulla proprietà, la possessività, 1’attaccamento. Usiamo la proprietà per soddisfare i nostri bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;">La proprietà è anche alla base dell’orgoglio e della vanità: siamo orgogliosi di ciò che effettivamente ci appartiene, siamo vanitosi per il semplice fatto di possedere qualcosa. A rendere tanto precario il possesso di una persona è il fatto che la persona che crediamo di possedere ha il potere di andare via, di abbandonarci, di lasciarci, di decidere di appartenere a qualcun altro, o semplicemente di decidere.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratteristica di base del soggetto geloso è il <strong>bisogno di controllare</strong>. Esistono due aspetti del controllo. Il primo riguarda le persone che, anche in condizioni di stabilità e al di fuori di una situazione di pericolo incombente hanno bisogno di conservare la supremazia e un rigoroso <strong>controllo sulla loro relazione</strong>. Tali soggetti tendono a reagire vivacemente nei confronti di ogni intrusione che ne minacci il controllo. L’altro aspetto del controllo riguarda la reazione nei confronti di una minaccia attuale. Alle volte è proprio il partner minacciato ad assumere per primo l’iniziativa (pur di controllare la situazione) e spingere l’altro al tradimento (“tanto prima o poi mi tradirà”).</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Gelosia e aggressività</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Spesso, purtroppo, la gelosia degenera in <strong>emozioni</strong> ancora più negative come la rabbia, l’ira. Per gelosia si uccide, non dimentichiamo il delitto d’onore o il delitto passionale. Secondo alcuni autori quando aumenta a dismisura l’intensità di un “attacco” di gelosia si compiono azioni disdicevoli poiché si perde il controllo. Non il controllo di sé, ma quello dell’altro, della relazione, della situazione. L&#8217;<strong>aggressività</strong> è una delle reazioni possibili allo scatenarsi della gelosia. Il partner geloso può aggredire il compagno/a nel tentativo di difendere qualcosa su cui sente di stare perdendo il controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aggressione può manifestarsi in tanti modi, anche nascondendo la gelosia stessa attraverso litigi che sembrano insignificanti, ma che si trasformano in potenti bombe&#8230;. Con l&#8217;aggressione si cerca, consciamente o meno, di far sentire in colpa il partner per poterlo manipolare e riportare sui binari che vorremmo. In realtà il partner potrebbe reagire in modo completamente diverso, ad esempio potrebbe allontanarsi oppure potrebbe accadere che si stabilisca nella coppia un circolo vizioso in cui il litigio si perpetua, e diventa il fulcro intorno a cui si organizza il rapporto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Gelosia" href="http://www.feritedamore.it">http://www.feritedamore.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p><a title="Hpj-spage - Spada che Taglia la Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/prodotti/__hpj-spage-spada-che-taglia-la-gelosia.php?pn=1493" target="_blank">Hpj-spage &#8211; Spada che Taglia la Gelosia</a></p>
<p><a title="La Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_gelosia.php?pn=1493" target="_blank">La Gelosia</a></p>
<p><a title="Gelosia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gelosia-edizione_economica.php?pn=1493" target="_blank">Gelosia</a></p>
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		<title>Crescere insieme nei rapporti di coppia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 05:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pomodorozen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei problemi delle coppie in crisi è la ferma convinzione che le cose non possano migliorare. Questa convinzione porta con sé una sensazione di impotenza e impedisce di mettere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2937" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Crescere insieme nel rapporto di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/couple_12-300x197.jpg" alt="Crescere insieme nel rapporto di coppia" width="300" height="197" />Uno dei problemi delle <strong>coppie</strong> in crisi è la ferma convinzione che le cose non possano migliorare. Questa convinzione porta con sé una sensazione di impotenza e impedisce di mettere in atto delle strategie di <strong>cambiamento</strong> volte a ritrovare il <strong>benessere </strong>nella coppia. E&#8217; stato invece osservato che basta che uno solo dei due cominci ad effettuare qualche cambiamento in meglio perché il <strong>rapporto</strong> ne tragga giovamento; inoltre, il cambiamento di uno dei due partner provoca dei cambiamenti anche nell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo non è facile iniziare il cambiamento. Quello che può succedere quando si prende in considerazione l&#8217;idea di cambiare è che ci troviamo di fronte ad <strong>atteggiamenti</strong> <strong>mentali</strong> o opinioni radicate che indeboliscono la motivazione. Raramente queste opinioni risultano valide. Vediamo, quindi, quali sono le più frequenti e quale può essere il modo per affrontarle:</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Il mio partner è incapace di cambiare&#8221;. Questa asserzione è praticamente sempre sbagliata. Non esistono persone incapaci di cambiare. Il nostro sistema nervoso centrale è organizzato in maniera tale da spingerci all&#8217;apprendimento di modi di vedere e strategie sempre nuovi e migliori. I nuovi schemi di <strong>pensiero</strong> o modelli di comportamento che aumentano il piacere e diminuiscono la sofferenza sono destinati a soppiantare quelli vecchi. Quindi, se nell&#8217;ambito del rapporto di coppia si riescono a sperimentare modi di vedersi e di comportarsi più soddisfacenti dei precedenti, ci ritroveremo quasi automaticamente ad utilizzare queste nuove modalità che ci arrecano maggior piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Non c&#8217;è nulla che possa modificare il nostro rapporto&#8221;. Questa è un&#8217;affermazione forte e, come tutte le affermazioni che contengono termini tipo &#8216;tutto&#8217; o &#8216;nulla&#8217; va verificata. Cominciamo con il mettere a fuoco quali sono i problemi specifici del nostro rapporto. Creiamo un elenco di questi problemi ponendoli in ordine di difficoltà crescente. Cominciamo quindi da quello che ci sembra più facile da affrontare, sforziamoci consapevolmente di applicare delle strategie mirate alla risoluzione del problema e osserviamo i risultati. Di solito se si è motivati e si comincia con un problema di facile soluzione i risultati sono positivi. E questo può indurre un pizzico di ottimismo in noi e nel nostro partner, motivarci ad andare avanti e affrontare problemi sempre più complessi.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Le cose non faranno che peggiorare&#8221;. Il timore di essere nuovamente feriti, può renderci pessimisti e riluttanti a coinvolgerci di nuovo nella relazione (&#8220;Se le mie speranze si ridestassero, finirei con il soffrire ancora&#8221;, &#8221; Meglio non aspettarsi più niente&#8221;). Questo atteggiamento di ritiro è senz&#8217;altro comprensibile, ma non è indispensabile. Esistono sempre delle ragioni per cui vale la pena di lasciarsi nuovamente <strong>coinvolgere</strong>. Anche solo per un momento, allontaniamo da noi la cappa di pessimismo e di timore e volgiamo l&#8217;attenzione a queste ragioni: cerchiamo di prestare attenzione agli aspetti positivi del nostro rapporto. Ci renderemo conto che sono più di quanto immaginiamo, anche se col tempo abbiamo finito col darli per scontati e non notarli più.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Se abbiamo bisogno di occuparci del nostro rapporto c&#8217;è qualcosa che non va&#8221;. <strong>Innamorarsi</strong> è facile, ma per sviluppare e consolidare un rapporto occorrono <strong>riflessione </strong>e <strong>impegno</strong>. Due partner iniziano la vita in comune con modi di vivere, abitudini e atteggiamenti che possono essere molto diversi. E&#8217; necessario impegnarsi per sviluppare capacità di adattamento reciproco, per imparare a comporre le divergenze e trovare l&#8217;<strong>armonia</strong> nel rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Ormai il danno è troppo grande&#8221;. Questa affermazione va valutata realisticamente. Fino a quando non avremo tentato qualche rimedio essenziale, non possiamo avere la certezza che il nostro rapporto sia arrivato ad un punto di rottura irreparabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta riconosciute e affrontate queste opinioni disfattiste vediamo cosa possiamo concretamente fare per migliorare il nostro rapporto di coppia:</p>
<p style="text-align: justify;">- Consideriamo gli aspetti piacevoli del rapporto. Quando una coppia attraversa un periodo difficile entrambi i partner sembrano provare una sorta di &#8216;amnesia&#8217; rispetto a ciò che ciascuno ama nell&#8217;altro. I pregiudizi negativi ci possono impedire di vedere ciò che nella coppia sta funzionando bene e ciò che apprezziamo nel partner.<br />
Mark Kane Goldstein, psicologo dell&#8217;Università della Forida ha ideato un metodo semplice ma molto efficace per aiutare le coppie in crisi a concentrarsi di nuovo sugli aspetti positivi del rapporto. Chiede ad entrambi i coniugi di registrare graficamente, su una carta millimetrata, tutte le azioni piacevoli del partner, attribuendo loro un punteggio da 1 a 10 a seconda della soddisfazione che hanno provocato.<br />
Goldstein ha notato un miglioramento del rapporto nel 70% delle coppie che avevamo usato tale metodo. Un altro metodo consiste nell&#8217;invitare entrambi i partner (o anche uno solo dei due) ad attaccare degli adesivi in posti non visibili degli abiti dell&#8217;altro e staccarne uno ogni volta che il partner fa un gesto cortese nei propri confronti. Di solito alla fine della giornata sono stati staccati tutti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">- Cerchiamo di intuire i bisogni reciproci e di soddisfarli. E&#8217; incredibile quanto un rapporto possa migliorare con questo accorgimento. Si instaura una sorta di circolo &#8220;virtuoso&#8221;, per cui il partner che nota il comportamento dell&#8217;altro volto a dargli piacere a sua volta si sente più bendisposto nei suoi confronti e si sforza di intuire e fare ciò che può dargli piacere o sollievo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Forniamo informazioni precise per guidare la condotta dell&#8217;altro. Cerchiamo di far capire al nostro partner cosa desideriamo quando usiamo termini astratti quali gentilezza,<strong> comprensione</strong>, <strong>amore</strong> etc.<br />
Se gli forniamo informazioni più precise possiamo guidare la sua condotta. Tali informazioni vanno fornite nel modo più franco e diretto, senza sarcasmi, accuse o insinuazioni. Può darsi che per &#8216;<strong>gentilezza</strong>&#8216; intendiamo che si offra di fare delle telefonate per noi, ma non è detto che il partner debba per forza saperlo. Non dimentichiamo, infine, di &#8216;ricompensare&#8217; in qualche modo ogni comportamento corretto dell&#8217;altro (con un cenno di apprezzamento, o un bacio, ad es.); in questo modo aumenteremo la probabilità che tale comportamento si ripeta.</p>
<p style="text-align: justify;">- Manifestiamo <strong>affetto</strong>, sollecitudine, calore. Non diamo niente per scontato. Facciamo sentire al pater che ciò che facciamo per lui non è un &#8220;dovere&#8221;, bensì è frutto dell&#8217;impegno e del sentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">- Accettiamo il nostro partner. Il che non significa diventare &#8220;ciechi&#8221; rispetto ai difetti dell&#8217;altro, quanto pensare che si può lavorare insieme per <strong>migliorare</strong>. L&#8217;ergersi a giudice del nostro compagno non ha altro effetto che farlo mettere sulla difensiva, rendergli difficile il lasciarsi andare e fidarsi di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Siamo sensibili ed empatici. L&#8217;attenzione e la partecipazione empatica ai timori e alle difficoltà del partner è essenziale per ridurre sofferenze inutili. Se la sensibilità non è una nostra dote naturale possiamo coltivarla. Se ci sembra che il nostro partner reagisca in maniera eccessiva a determinati nostri comportamenti, anziché criticarlo e mantenerci sulla difensiva, cerchiamo di fermarci a considerare quale potrebbe essere il problema sotteso al suo <strong>atteggiamento.</strong><br />
Proviamo ad esaminare con molto tatto, insieme a lui, quali potrebbero essere i suoi timori o le sue preoccupazioni segrete. Resistiamo alla tentazione di attribuire ogni sua reazione esagerata a qualche sgradevole tratto del carattere e cerchiamo di vederla come il segnale di una vulnerabilità nascosta.</p>
<p style="text-align: justify;">- Usiamo comprensione. Cerchiamo di vedere le cose con gli occhi del <strong>partner</strong>, non solo con i nostri. Mettiamoci nei panni dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">-  Coltiviamo l&#8217;intimità. Coltivare l&#8217;intimità significa tante cose: rivelarsi i segreti più riposti, che non si rivelerebbero ad altri; fare insieme le piccole cose di ogni giorno; ritagliare spazio e tempo per i rapporti sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">- Offriamo sostegno. Diamo al nostro partner un senso di sicurezza, facendogli capire che può fare affidamento su di noi nei momenti difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">Se pensiamo che il nostro <strong>rapporto</strong> sia in crisi, non perdiamo tempo ad incolparci a vicenda. Non importa stabilire chi abbia torto o ragione, ma mettere in atto nuove strategie atte a consolidare il rapporto. Non è necessario che entrambi i partner si muovano contemporaneamente. Basta che uno dei due prenda l&#8217;<strong>iniziativa</strong> di ridare vigore al rapporto o di arrestarne il deterioramento prima che sia troppo tardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si è imboccata la direzione giusta probabilmente si muoverà anche l&#8217;altro partner. Ci si potrà accorgere che, anche senza la sua <strong>partecipazione attiva</strong>, i propri cambiamenti avranno su di lui un effetto positivo. Inoltre, quasi sempre uno dei due è più preparato, più pronto ad iniziare il <strong>cambiamento</strong>, perché ha più strumenti, è più motivato o anche semplicemente perché soffre di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente può capitare che uno dei due partner o entrambi presentino dei tratti di personalità tali da rendere davvero ardua la <strong>convivenza</strong>. Ma di questo potremo renderci conto solo dopo esserci sforzati davvero di <strong>migliorare </strong>le cose. E anche in questo caso, non diamoci per vinti. Se siamo davvero motivati, con l&#8217;aiuto di un professionista e il nostro impegno potremo farcela.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Fonte:</strong></em><a title="rescere insieme nel rapporto di coppia" href="http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm"> </a><a title="Come migliorare il rapporto di coppia" href=" http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm">http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm</a></p>
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		<title>Vita di coppia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pomodorozen</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Articoli per Stare Bene con Gli Altri]]></category>
		<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[relazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La coppia, Gioie e dolori della vita di coppia, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2906" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Crescere insieme nel rapporto di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/Crescere-insieme-nel-rapporto-di-coppia1-300x199.jpg" alt="Crescere insieme nel rapporto di coppia" width="300" height="199" /><strong>La coppia</strong>, Gioie e dolori della <strong>vita di coppia</strong>, innamoramento, odio, tradimenti. Ne abbiamo parlato con la D.ssa Mazzilli &#8211; psicologa e psicoterapeuta &#8211; cercando di porle alcune delle domande sulla coppia che più spesso ci vengono inviate dalle nostre lettrici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>innamoramento</strong>. C&#8217;è che dice che l&#8217;innamoramento sia una fase quasi &#8216;patologica&#8217;, durante la quale si possono fare cose, prendere <strong>decisioni</strong>, che in condizioni &#8216;normali&#8217; non prenderemmo. È così, almeno in parte? Cosa è l&#8217;innamoramento dal punto di vista dello psicologo? E&#8217; affascinante pensare che ogni giorno incontriamo continuamente, al lavoro, al supermercato, persone che ci restano completamente indifferenti e che dimentichiamo rapidamente mentre, come per una magia, una in particolare si intromette prepotentemente nella nostra <strong>anima</strong> in un turbinio di <strong>emozioni</strong> che comunemente siamo abituati a chiamare innamoramento. Non importa la differenza d&#8217;età, il ceto sociale, il colore della pelle, l&#8217;attrazione amorosa ha la meglio su tutto come se il mondo intorno diventasse muto e a parlare fosse solo questa &#8220;persona speciale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se ogni rapporto sembra nascere da una serie di coincidenze fortuite, ogni<strong> partner</strong> è già predisposto, a livello inconscio, a quel particolare incontro, incontra ciò che nel suo inconscio esiste già. Freud diceva che &#8220;trovare l&#8217;oggetto del <strong>desiderio</strong>, in realtà, vuol dire solo ritrovarlo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro ci sembra così &#8220;familiare&#8221;, è come se ci si conoscesse da sempre e la scelta non è mai casuale: siamo attratti da quei modi di fare e di essere dell&#8217;altro che ci riconducono profondamente al primario <strong>rapporto d&#8217;amore </strong>con le figure genitoriali. Ognuno di noi è predisposto a riprodurre o al contrario a fuggire questa <strong>relazione</strong> primaria che ci ha segnato profondamente. La cosa interessante è che desideriamo qualcuno che rassomigli a ciò che vorremmo essere, come se fosse un riflesso di un&#8217;immagine positiva di noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>idealizzazione</strong>, (a volte una &#8220;sopravvalutazione&#8221;) del partner, una sorta di eccitazione irrefrenabile che scioglie l&#8217;ansia. Si crea così una fusione con l&#8217;altro e il confine tra l&#8217;Io e il Tu tende ad annullarsi: si diventa così &#8220;una cosa sola&#8221;. Chi non riesce a vivere questa euforia iniziale generalmente è sopraffatto dal timore di essere soffocato all&#8217;interno della relazione. Inoltre potremmo essere attratti da qualcuno che ci ricorda nostro padre o nostra madre, o meglio l&#8217;immagine che di loro abbiamo introiettato nell&#8217;<strong>inconscio</strong>: siamo attratti cioè dagli oggetti d&#8217;amore del passato che non possiamo più avere e dal desiderio inconscio che il partner ideale ci permetta di godere ancora ciò che ci hanno dato.</p>
<p style="text-align: justify;">Come riusciamo a capire che è amore? Molti sono convinti che la fedeltà possa essere un elemento indispensabile, ma essa dipende dal temperamento della persona, riguarda la nostra etica, il rapporto con noi stessi, con il nostro corpo e la nostra mente. Altri sostengono di identificare l&#8217;amore vero dall&#8217;esistenza di attrazione sessuale, ma l&#8217;esperienza ci suggerisce che l&#8217;attrazione sessuale può finire e l&#8217;amore resistere nel tempo. La stima? Il rispetto? Importanti ma forse hanno poco da spartire con l&#8217;innamoramento. Innamorarsi vuol dire entrare in uno stato d&#8217;animo che sconvolge, che turba, che può creare ansia, rossori, palpitazioni, può far cambiare abitudini, modi di pensare, comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come capiamo quando siamo veramente innamorati? Quando dedichiamo tutte le energie nel tentativo di capire quale posto ognuno di noi occupa nella vita dell&#8217;altro e non riusciamo più a vivere se non abbiamo il partner al nostro fianco, quando cerchiamo continuamente le prove reali del fatto che ci ama, quando sentiamo forte la sua mancanza, e diventa l&#8217;unico che può colmare quel vuoto con la sua presenza. Essere innamorati vuol anche dire svegliarsi con quella sensazione di felicità e così anche avvenimenti come andare a lavoro o affrontare un esame difficile all&#8217;università acquisiscono un valore differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di coppia e chiaramente di intendono due persone. Ma siamo davvero monogami? O la monogamia è in un certo senso determinata dalla cultura occidentale e magari rafforzata dalla religione che la nostra cultura ha prodotto? E il tradimento? L&#8217;infedeltà è un evento molto doloroso che distrugge il patto di fiducia tra i due amanti, sconvolge gli equilibri che tenevano in piedi la coppia. Gli etologi sostengono che il maschio è istintivamente portato ad avere più rapporti per propagare la specie; per la psicoanalisi l&#8217;uomo ha bisogno di verificare continuamente la sua efficienza sessuale. La domanda arcaica che nasce da piccoli è: il mio pene funziona bene? I cosiddetti &#8220;traditori seriali&#8221; sono uomini profondamente insicuri e, con il continuo tradimento, cercano disperatamente la risposta a quel quesito che racchiude in sè un&#8217;angoscia più profonda, derivante dal confronto con la figura paterna idealizzata. Il tradimento è strettamente collegato ad una sofferenza: non è facile tradire senza somatizzare, senza provare ansia o senso di colpa.</p>
<p>Si ringrazia la Dott.ssa <strong>Mariacandida Mazzilli</strong>, psicologa, psicoterapeuta<br />
<a href="http://www.psicologiadonna.it/" target="_blank">www.psicologiadonna.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="I rapporti di coppia" href="http://www.margherita.net/salute_donne/psicologia/rapporticoppia.html" target="_blank">http://www.margherita.net</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p><em> </em> <a title=" Per una Felice Vita di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__per-una-felice-vita-di-coppia.php?pn=1493" target="_blank">Per una Felice Vita di Coppia</a></p>
<p><a title="La Relazione di Coppia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-relazione-di-coppia.php?pn=1493" target="_blank">La Relazione di Coppia</a></p>
<p><a title="Psicologia della Coppia: Attrazione e Amore" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__psicologia_della_coppia_attrazione-amore.php?pn=1493" target="_blank">Psicologia della Coppia: Attrazione e Amore</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>I rapporti di coppia</title>
		<link>http://stobenecontutti.it/2009/11/19/i-rapporti-di-coppia/</link>
		<comments>http://stobenecontutti.it/2009/11/19/i-rapporti-di-coppia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 05:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Articoli per Stare Bene con Gli Altri]]></category>
		<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[atteggiamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgere]]></category>
		<category><![CDATA[coppie]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei problemi delle coppie in crisi è la ferma convinzione che le cose non possano migliorare. Questa convinzione porta con sé una sensazione di impotenza e impedisce di mettere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2908" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="i rapporti di coppia" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/11/coppia-felice-209x300.jpg" alt="i rapporti di coppia" width="259" height="350" />Uno dei problemi delle <strong>coppie</strong> in crisi è la ferma convinzione che le cose non possano migliorare. Questa convinzione porta con sé una sensazione di impotenza e impedisce di mettere in atto delle strategie di <strong>cambiamento</strong> volte a ritrovare il <strong>benessere </strong>nella coppia. E&#8217; stato invece osservato che basta che uno solo dei due cominci ad effettuare qualche cambiamento in meglio perché il <strong>rapporto</strong> ne tragga giovamento; inoltre, il cambiamento di uno dei due partner provoca dei cambiamenti anche nell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo non è facile iniziare il cambiamento. Quello che può succedere quando si prende in considerazione l&#8217;idea di cambiare è che ci troviamo di fronte ad <strong>atteggiamenti</strong> <strong>mentali</strong> o opinioni radicate che indeboliscono la motivazione. Raramente queste opinioni risultano valide. Vediamo, quindi, quali sono le più frequenti e quale può essere il modo per affrontarle:</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Il mio partner è incapace di cambiare&#8221;. Questa asserzione è praticamente sempre sbagliata. Non esistono persone incapaci di cambiare. Il nostro sistema nervoso centrale è organizzato in maniera tale da spingerci all&#8217;apprendimento di modi di vedere e strategie sempre nuovi e migliori. I nuovi schemi di <strong>pensiero</strong> o modelli di comportamento che aumentano il piacere e diminuiscono la sofferenza sono destinati a soppiantare quelli vecchi. Quindi, se nell&#8217;ambito del rapporto di coppia si riescono a sperimentare modi di vedersi e di comportarsi più soddisfacenti dei precedenti, ci ritroveremo quasi automaticamente ad utilizzare queste nuove modalità che ci arrecano maggior piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Non c&#8217;è nulla che possa modificare il nostro rapporto&#8221;. Questa è un&#8217;affermazione forte e, come tutte le affermazioni che contengono termini tipo &#8216;tutto&#8217; o &#8216;nulla&#8217; va verificata. Cominciamo con il mettere a fuoco quali sono i problemi specifici del nostro rapporto. Creiamo un elenco di questi problemi ponendoli in ordine di difficoltà crescente. Cominciamo quindi da quello che ci sembra più facile da affrontare, sforziamoci consapevolmente di applicare delle strategie mirate alla risoluzione del problema e osserviamo i risultati. Di solito se si è motivati e si comincia con un problema di facile soluzione i risultati sono positivi. E questo può indurre un pizzico di ottimismo in noi e nel nostro partner, motivarci ad andare avanti e affrontare problemi sempre più complessi.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Le cose non faranno che peggiorare&#8221;. Il timore di essere nuovamente feriti, può renderci pessimisti e riluttanti a coinvolgerci di nuovo nella relazione (&#8220;Se le mie speranze si ridestassero, finirei con il soffrire ancora&#8221;, &#8221; Meglio non aspettarsi più niente&#8221;). Questo atteggiamento di ritiro è senz&#8217;altro comprensibile, ma non è indispensabile. Esistono sempre delle ragioni per cui vale la pena di lasciarsi nuovamente <strong>coinvolgere</strong>. Anche solo per un momento, allontaniamo da noi la cappa di pessimismo e di timore e volgiamo l&#8217;attenzione a queste ragioni: cerchiamo di prestare attenzione agli aspetti positivi del nostro rapporto. Ci renderemo conto che sono più di quanto immaginiamo, anche se col tempo abbiamo finito col darli per scontati e non notarli più.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Se abbiamo bisogno di occuparci del nostro rapporto c&#8217;è qualcosa che non va&#8221;. <strong>Innamorarsi</strong> è facile, ma per sviluppare e consolidare un rapporto occorrono <strong>riflessione </strong>e <strong>impegno</strong>. Due partner iniziano la vita in comune con modi di vivere, abitudini e atteggiamenti che possono essere molto diversi. E&#8217; necessario impegnarsi per sviluppare capacità di adattamento reciproco, per imparare a comporre le divergenze e trovare l&#8217;<strong>armonia</strong> nel rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;">* &#8220;Ormai il danno è troppo grande&#8221;. Questa affermazione va valutata realisticamente. Fino a quando non avremo tentato qualche rimedio essenziale, non possiamo avere la certezza che il nostro rapporto sia arrivato ad un punto di rottura irreparabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta riconosciute e affrontate queste opinioni disfattiste vediamo cosa possiamo concretamente fare per migliorare il nostro rapporto di coppia:</p>
<p style="text-align: justify;">- Consideriamo gli aspetti piacevoli del rapporto. Quando una coppia attraversa un periodo difficile entrambi i partner sembrano provare una sorta di &#8216;amnesia&#8217; rispetto a ciò che ciascuno ama nell&#8217;altro. I pregiudizi negativi ci possono impedire di vedere ciò che nella coppia sta funzionando bene e ciò che apprezziamo nel partner.<br />
Mark Kane Goldstein, psicologo dell&#8217;Università della Forida ha ideato un metodo semplice ma molto efficace per aiutare le coppie in crisi a concentrarsi di nuovo sugli aspetti positivi del rapporto. Chiede ad entrambi i coniugi di registrare graficamente, su una carta millimetrata, tutte le azioni piacevoli del partner, attribuendo loro un punteggio da 1 a 10 a seconda della soddisfazione che hanno provocato.<br />
Goldstein ha notato un miglioramento del rapporto nel 70% delle coppie che avevamo usato tale metodo. Un altro metodo consiste nell&#8217;invitare entrambi i partner (o anche uno solo dei due) ad attaccare degli adesivi in posti non visibili degli abiti dell&#8217;altro e staccarne uno ogni volta che il partner fa un gesto cortese nei propri confronti. Di solito alla fine della giornata sono stati staccati tutti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">- Cerchiamo di intuire i bisogni reciproci e di soddisfarli. E&#8217; incredibile quanto un rapporto possa migliorare con questo accorgimento. Si instaura una sorta di circolo &#8220;virtuoso&#8221;, per cui il partner che nota il comportamento dell&#8217;altro volto a dargli piacere a sua volta si sente più bendisposto nei suoi confronti e si sforza di intuire e fare ciò che può dargli piacere o sollievo.</p>
<p style="text-align: justify;">- Forniamo informazioni precise per guidare la condotta dell&#8217;altro. Cerchiamo di far capire al nostro partner cosa desideriamo quando usiamo termini astratti quali gentilezza,<strong> comprensione</strong>, <strong>amore</strong> etc.<br />
Se gli forniamo informazioni più precise possiamo guidare la sua condotta. Tali informazioni vanno fornite nel modo più franco e diretto, senza sarcasmi, accuse o insinuazioni. Può darsi che per &#8216;<strong>gentilezza</strong>&#8216; intendiamo che si offra di fare delle telefonate per noi, ma non è detto che il partner debba per forza saperlo. Non dimentichiamo, infine, di &#8216;ricompensare&#8217; in qualche modo ogni comportamento corretto dell&#8217;altro (con un cenno di apprezzamento, o un bacio, ad es.); in questo modo aumenteremo la probabilità che tale comportamento si ripeta.</p>
<p style="text-align: justify;">- Manifestiamo <strong>affetto</strong>, sollecitudine, calore. Non diamo niente per scontato. Facciamo sentire al pater che ciò che facciamo per lui non è un &#8220;dovere&#8221;, bensì è frutto dell&#8217;impegno e del sentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">- Accettiamo il nostro partner. Il che non significa diventare &#8220;ciechi&#8221; rispetto ai difetti dell&#8217;altro, quanto pensare che si può lavorare insieme per <strong>migliorare</strong>. L&#8217;ergersi a giudice del nostro compagno non ha altro effetto che farlo mettere sulla difensiva, rendergli difficile il lasciarsi andare e fidarsi di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Siamo sensibili ed empatici. L&#8217;attenzione e la partecipazione empatica ai timori e alle difficoltà del partner è essenziale per ridurre sofferenze inutili. Se la sensibilità non è una nostra dote naturale possiamo coltivarla. Se ci sembra che il nostro partner reagisca in maniera eccessiva a determinati nostri comportamenti, anziché criticarlo e mantenerci sulla difensiva, cerchiamo di fermarci a considerare quale potrebbe essere il problema sotteso al suo <strong>atteggiamento.</strong><br />
Proviamo ad esaminare con molto tatto, insieme a lui, quali potrebbero essere i suoi timori o le sue preoccupazioni segrete. Resistiamo alla tentazione di attribuire ogni sua reazione esagerata a qualche sgradevole tratto del carattere e cerchiamo di vederla come il segnale di una vulnerabilità nascosta.</p>
<p style="text-align: justify;">- Usiamo comprensione. Cerchiamo di vedere le cose con gli occhi del partner, non solo con i nostri. Mettiamoci nei panni dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">-  Coltiviamo l&#8217;intimità. Coltivare l&#8217;intimità significa tante cose: rivelarsi i segreti più riposti, che non si rivelerebbero ad altri; fare insieme le piccole cose di ogni giorno; ritagliare spazio e tempo per i rapporti sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">- Offriamo sostegno. Diamo al nostro partner un senso di sicurezza, facendogli capire che può fare affidamento su di noi nei momenti difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">Se pensiamo che il nostro rapporto sia in crisi, non perdiamo tempo ad incolparci a vicenda. Non importa stabilire chi abbia torto o ragione, ma mettere in atto nuove strategie atte a consolidare il rapporto. Non è necessario che entrambi i partner si muovano contemporaneamente. Basta che uno dei due prenda l&#8217;<strong>iniziativa</strong> di ridare vigore al rapporto o di arrestarne il deterioramento prima che sia troppo tardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si è imboccata la direzione giusta probabilmente si muoverà anche l&#8217;altro partner. Ci si potrà accorgere che, anche senza la sua <strong>partecipazione attiva</strong>, i propri cambiamenti avranno su di lui un effetto positivo. Inoltre, quasi sempre uno dei due è più preparato, più pronto ad iniziare il <strong>cambiamento</strong>, perché ha più strumenti, è più motivato o anche semplicemente perché soffre di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente può capitare che uno dei due partner o entrambi presentino dei tratti di personalità tali da rendere davvero ardua la <strong>convivenza</strong>. Ma di questo potremo renderci conto solo dopo esserci sforzati davvero di <strong>migliorare </strong>le cose. E anche in questo caso, non diamoci per vinti. Se siamo davvero motivati, con l&#8217;aiuto di un professionista e il nostro impegno potremo farcela.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Fonte:</strong></em><a title="rescere insieme nel rapporto di coppia" href="http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm"> </a><a title="Come migliorare il rapporto di coppia" href=" http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm">http://www.viveremeglio.org/psicolog/articoli/lmastron/rappcopp.htm</a></p>
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		<title>Relazioni virtuali e sofferenza reale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Articoli per Stare Bene con Gli Altri]]></category>
		<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[La solitudine nel web è molto diffusa. Diverse persone hanno trovato un modo per ovviare al problema dell’essere soli, “creando” un rapporto virtuale sul quale hanno riversato le aspettative e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2474" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="amore in chat" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/10/amore-in-chat-300x199.jpg" alt="relazioni virtuali sofferenza reale" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>solitudine</strong> nel web è molto <strong>diffusa</strong>. Diverse <strong>persone</strong> hanno trovato un modo per ovviare al problema dell’essere soli, “<strong>creando</strong>” un <strong>rapporto virtuale</strong> sul quale hanno riversato le <strong>aspettative</strong> e tutti i <strong>sentimenti </strong>di un <strong>rapporto</strong> vero e proprio, con un unico <strong>problema</strong>, la persona è all’altro capo di un filo o di un video.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è un problema diffusissimo purtroppo e fa sì che si creino <strong>sofferenze</strong> che di <strong>virtuale</strong> hanno poco.<br />
Tuttavia in questi casi si è creato un rapporto che non è sano, in quanto è basato sull’idealizzare la persona che sta parlando o scrivendo con te, senza conoscerla veramente.<br />
La persona può essere <strong>sincera</strong> o meno, può essere quella che dice di essere o meno e tu non lo saprai mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ci si dispone ad avere un <strong>rapporto</strong> via <strong>web</strong>, si dà al <strong>compagno</strong>/a il meglio di sé, a volte soprattutto se si vuole creare un’<strong>amicizia</strong> ci si scambiano <strong>affinità</strong>, <strong>gusti comuni</strong>, <strong>interessi</strong>, a volte solo una <strong>conoscenza</strong> più superficiale. Ma, quando c’è di mezzo la <strong>solitudine</strong> scatta l’<strong>illusione</strong> e scattano le <strong>aspettative</strong>. Ci si aspetta che conoscendosi a fondo un po’ di più, giorno dopo giorno ci si<strong> innamori</strong>, ci si possa vedere, si possa creare una <strong>coppia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in fondo se ne ha paura, si ha paura di confrontarsi con la realtà, con la <strong>difficoltà</strong> o con l’<strong>amore reale</strong>. Così come quando si instaura una relazione a distanza, quando ci si incontra è sempre tutto bello. Infatti quando ci si incontra via mail o chat o telefono o microfono o web cam si cerca di dare all’altro il <strong>meglio di sé</strong>, insieme ad un po’ di quotidiano.<br />
Ma affrontare una<strong> vita in comune</strong>, è un’altra cosa e questo fa paura.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi lavora tanto e non ha tempo di <strong>relazionarsi</strong> socialmente uscendo con <strong>amici</strong>, c’è chi ha un <strong>matrimonio </strong>non felice, c’è chi ha un <strong>fidanzamento </strong>o una <strong>convivenza</strong> non felice. C’è chi da troppi anni vive solo/a. C’è chi è <strong>introverso</strong>, c’è chi è <strong>timido</strong>, c’è chi però pur non essendo introverso o timido ha “<strong>paura</strong>” di affrontare un rapporto perché richiederebbe <strong>impegno</strong>, dedizione, <strong>attenzione</strong> e anche sacrificio e dono di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi casi si instaurano rapporti che sono “surrogati” di ciò che ci manca, ma in un certo qual senso sono <strong>pericolosi</strong>, sia per chi li vuole, ma anche per l’altro. Dietro l’<strong>abitudine</strong>, si cela l’<strong>attaccamento</strong>, e dietro l’attaccamento si cela la <strong>gelosia</strong>, l’<strong>esclusività</strong> ecc. Cose di cui abbiamo parlato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rapporto di “<strong>amore virtuale</strong>”, intendo tra persone che &#8211; come mi hai detto &#8211; da tre anni si sentono, si scrivono, ma non si sono mai <strong>incontrate</strong> è un surrogato dell’<strong>affetto</strong>, della <strong>tenerezza</strong> e impedisce all’<strong>amore reale</strong>, tangibile, di arrivare, perché la mente e in certi casi anche il cuore è<strong> impegnato</strong> in qualcosa che di fatto non esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due <strong>persone</strong> non sanno se l’<strong>odore</strong> dei loro <strong>corpi</strong> sarà compatibile, se il <strong>bacio</strong> farebbe loro <strong>piacere</strong> o ribrezzo, se i loro volti si piacerebbero. Non sanno quali sono le abitudini di vita di giorno e di notte e non sanno nulla l’uno dell’altro. Ma idealizzano attraverso ciò che scrivono un “<strong>essere ideale</strong>” che riempie le loro <strong>fantasie</strong> e fa loro credere di non essere sole, creando di fatto una solitudine e un <strong>vuoto</strong> sempre più grandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ho chiesto di iniziare questi colloqui e di metterli in Internet perché voi non sapete quante sono le <strong>situazioni </strong>di <strong>disperazione</strong> come questa che si sono<strong> create</strong>, non sapete quanti suicidi ci sono stati per <strong>amori creduti reali</strong>. C’è parecchia <strong>energia negativa</strong> perché le <strong>persone</strong> pensano di star bene perché ascoltano la voce di qualcuno o leggono ogni giorno mail o chattano e si sentono appagate di un <strong>rapporto</strong> che non esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete dire a questa persona che inizi il suo <strong>risveglio</strong>, che esca da questa dipendenza e anche dalla dipendenza in generale di Internet, lei si sta impedendo di vivere una vita reale dove <strong>incontrare </strong>persone tangibili e dove creare una coppia.<br />
Sta continuando a proseguire un <strong>sogno</strong> che peraltro è solo nella sua testa. Quest’uomo ha giocato per un po’, poi è rientrato in se stesso. E’ dispiaciuto di vederla star male, ma niente di più.<br />
La dipendenza da questo genere di rapporti che non sono né conoscenza né amicizia non è positiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono diversi modi per <strong>incontrare persone</strong>, possono anche incontrarsi via Internet, ma proseguire un surrogato di rapporto non fa bene a nessuno.<br />
Lei però non ha abbastanza fiducia in se stessa per credere di poter instaurare un rapporto e, tra le occasioni che potrebbe avere, sceglie i rapporti dove non c’è futuro.<br />
Perché?</p>
<p>Come ho detto, Internet è un grande strumento e può dare molto per la <strong>crescita spirituale</strong> e <strong>personale</strong> di molte persone, vista la <strong>diffusione</strong> immediata che possono avere tutti gli <strong>strumenti</strong> collegati al web.<br />
Ma uno strumento virtuale non può essere il sostituto di un incontro di coppia reale. Qui sta l’errore che si sta commettendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>paura</strong> di affrontare il peso, o la difficoltà di un rapporto reale oramai sempre più persone si “chiudono” alla vita restando appagate da un rapporto solo virtuale.<br />
Fino a che si tratta di conoscersi o fare amicizia o scambiarsi <strong>conoscenza</strong> o <strong>insegnamento</strong> o <strong>esperienze</strong>, può anche andar bene, ma l’uomo e la donna sono stati creati per incontrarsi, amarsi, procreare, creare una famiglia, vivere insieme. Sia esso un rapporto karmico o un rapporto di Anime Gemelle, così è stato voluto che fosse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se il creatore avesse voluto che ci incontrassimo nell’etere, ci avrebbe lasciati spiriti.</strong><br />
La<strong> paura</strong> che chiude il<strong> cuore</strong>, e offusca la<strong> mente,</strong> sta invadendo il mondo. Quando si sta bene, quando come o detto i bisogni primari sono soddisfatti, si ha paura di<strong> soffrire</strong>, non si è abituati in questo mondo a lottare, a soffrire e a volte basta anche una sola esperienza negativa per farci chiudere in noi stessi.<br />
E’ in questi casi e in molti altri molto simili che si ricorre al web, agli incontri virtuali, e dove più c’è <strong>solitudine,</strong> più si creano<strong> illusioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché questo terreno è <strong>pericoloso</strong>.<br />
Sia perché <strong>illudendosi</strong> di avere compagnia, amicizia, <strong>conoscenze in web</strong> e avendole sempre a portata di mano, non si esce più e si evita di <strong>incontrare</strong> persone reali e quindi di fare scambi anche nella vita reale. Sia perché con questi strumenti è facile crearsi <strong>personalità</strong> doppie. Ci sono tante persone che dicono di essere ciò che non sono, Ci sono donne che in realtà sono uomini e viceversa. Ci sono<strong> situazioni</strong> completamente <strong>inventate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono<strong> solitudini</strong> che pur di non restare soli si creano un <strong>carattere</strong>, una dedizione o un’<strong>accettazione </strong>che nella vita reale non hanno. Così come ci sono persone che tirano fuori tutta la loro sgradevolezza o volgarità perché sono nascoste da un vetro.</p>
<p>I <strong>pericoli</strong> nel web sono molti e di vario genere.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>- l’illusione</strong></span>: un tempo i maestri indiani parlavano di <strong>maya</strong>. Illusione che quanto vedi/senti/dici/scrivi sia vero;<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>- la sostituzione</strong></span>: pensare di <strong>sostituire</strong> un <strong>rapporto</strong> reale di coppia o di<strong> amicizia</strong> con uno virtuale è una eresia;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>- la falsità</strong></span>: la menzogna regna sovrana. Molti di più di quanto pensate si fanno passare per chi non sono, mentre chi li frequenta in web per anni si illude di aver parlato con una persona, in realtà ha parlato con un <strong>essere immaginario;</strong>- la perversione/la depravazione: qui ci vorrebbe un capitolo a parte;<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>- la rottura dei matrimoni</strong></span>: i rapporti virtuali hanno facilitato e stanno facilitando la rottura di matrimoni e l’incremento della solitudine;<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">- l’incremento della solitudine</span></strong>: illudendosi di avere conoscenze o amici o addirittura un partner, quando poi ci si accorge che non è vero, si rimane ancora più soli;<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>- i suicidi</strong></span>: tra le relazioni che si creano e che finiscono nel nulla (un blog che chiude, un contatto in chat che sparisce, un account che viene chiuso), si incrementa la solitudine, come dicevo, e nasce la disperazione, la depressione e i suicidi stanno aumentando;</p>
<p><strong>Di contro ci sono diversi fattori positivi:</strong><br />
- si raggiungono milioni di persone in pochi secondi per trasmettere <strong>notizie</strong>, <strong>insegnamenti</strong>, <strong>positività</strong>;<br />
- chi momentaneamente ha voglia di<strong> conoscere</strong> persone può farlo in maniera facile;<br />
- chi vuole comprare/vendere può farlo <strong>velocemente</strong> (anche se così si perde il gusto del vedere, toccare, scegliere anche con altri sensi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte</strong></em></span>: <a href="http://jezael.splinder.com/post/8878698/" target="_blank">http://jezael.splinder.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Uscire dalla Solitudine" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__uscire-dalla-solitudine.php?pn=1493" target="_blank">Uscire dalla Solitudine</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Società e Solitudine" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__societa-e-solitudine.php?pn=1493" target="_blank">Società e Solitudine</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Le 10 Regole della Donna Single" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le-10-regole-della-donna-single.php?pn=1493" target="_blank">Le 10 Regole della Donna Single</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
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