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	<title>Sto Bene Con Tutti &#187; accettazione</title>
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	<description>Insieme per una cultura della gentilezza</description>
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		<title>Sopravvivere a una giornata no</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Atteggiamento mentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando tutto sembra andare storto, è inutile insistere. Meglio adottare la strategia del gatto&#8230; In francese si dice “avoir le cafard” (avere lo scarafaggio). Da noi, nel linguaggio colloquiale, si...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-4599" href="http://stobenecontutti.it/2011/04/18/sopravvivere-a-una-giornata-no/giornata-no/"><img class="alignleft size-medium wp-image-4599" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="giornata-no" src="http://stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2011/04/giornata-no-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Quando tutto sembra andare storto, è inutile insistere. Meglio adottare la strategia del gatto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;">In francese si dice “avoir le cafard” (avere lo scarafaggio). Da noi, nel linguaggio colloquiale, si chiama “gnagnera”: espressioni colorite per descrivere quel particolare stato d’animo che, ogni tanto, capita a tutti: quello della giornata nera. Ci alziamo al mattino di cattivo umore e, durante il giorno, tutto sembra andare storto: l’ascensore non arriva più, il treno è in ritardo, il capo ci rimprovera e magari ci si strappa anche il vestito nuovo. Gli eventi negativi si inanellano in un catena che si fa sempre più pesante e che ci conferma che il mondo, oggi, è contro di noi. E noi vediamo sempre più nero. Ma “la natura ama le trasformazioni: dopo il sereno viene la pioggia. E dopo la pioggia (anzi, grazie alla pioggia), il sole brilla nel cielo ancora più luminoso”, spiega serafica Consuelo Casula, psicoterapeuta a Milano, che ci accompagna in un breve percorso per affrontare al meglio una giornata difficile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Accettare la realtà</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che sia dovuta a qualcosa che vi è accaduto, o che avete fatto, o che semplicemente vi siate svegliati con un mood negativo, il primo passo è comunque accettare questa condizione nella consapevolezza che è transitoria. Per farlo, potete immaginare un tramonto nei minimi dettagli: il sole che cala progressivamente, i fiori che si chiudono per prepararsi alla notte.Un cambiamento necessario prima che, l’indomani, ritorni la luce.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Distrarsi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Invece di rimuginare, staccate, impegnatevi in qualcosa che vi dia soddisfazione immediata, che sia a portata di mano e che, per una volta, non costituisca una sfida. Tornati a casa, per esempio, fate un bagno caldo con candele e incensi, cucinatevi una prelibatezza o occupatevi delle piante. In queste giornate, bisogna dare importanza alle piccole cose, senza attendersi niente di importante. Per questo, bisogna aspettare domani.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Darsi tempo</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando non vi sentite in forma fisicamente, non solo non avete voglia di fare molto, ma rischiate di farlo male e di peggiorare il vostro stato di salute. Quando siete giù è la stessa cosa. Rimandate quindi le decisioni importanti a domani, quando potrete contare sulle vostre risorse al completo. Adottate, insomma, la strategia del gatto che se ne sta in disparte a recuperare energie per tornare, con un balzo repentino, nel flusso della vita.</p>
<p><strong>Michele Maino</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span><a href="http://www.psychologies.it" target="_blank"> http://www.psychologies.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Ma Che Giornata Di M...!" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ma-che-giornata-di-m.php?pn=1493" target="_blank">Ma Che Giornata Di M&#8230;!</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Non Lasciarti Cadere: Buttati!" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__non-lasciarti-cadere-buttati.php?pn=1493" target="_blank">Non Lasciarti Cadere: Buttati!</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="margin-bottom: 2px;" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><a style="font-weight: bold;" title="Amore: il Potere dell'Accettazione" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__amore_il_potere_dell_accettazione.php?pn=1493" target="_blank">Amore: il Potere dell&#8217;Accettazione</a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Autostima e Amore</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 05:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Articoli per Stare Bene Con Se Stessi]]></category>
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		<description><![CDATA[Le &#8220;A&#8221; dell&#8217;autostima 1. Caratteristiche dell&#8217;autostima 1. APPREZZAMENTO genuino di sé in quanto persona, indipendentemente dalla propria attività o dai propri beni, così da considerarsi simili &#8211; pur nella differenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2312" style="margin: 10px;" title="Autostima e Amore" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/10/0804-271x300.jpg" alt="Autostima e Amore" width="271" height="300" />Le &#8220;A&#8221; dell&#8217;autostima<br />
1. Caratteristiche dell&#8217;autostima</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. APPREZZAMENTO</strong> genuino di sé in quanto persona, indipendentemente dalla propria attività o dai propri beni, così da considerarsi simili &#8211; pur nella <strong>differenza</strong> &#8211; a qualsiasi altro essere umano. E&#8217; un apprezzamento che include tutto il <strong>positivo</strong> presente in <strong>se stess</strong>i: talenti, abilità, <strong>qualità fisiche</strong>, <strong>mentali</strong> e <strong>spirituali.</strong>.. Colui che si apprezza, gioisce stupito per le proprie qualità manifeste, e sa, qualora se lo proponga seriamente, di poterne sviluppare altre ancora latenti. Gioisce dei propri <strong>successi</strong> senza <strong>presunzione</strong>, né vanteria, indizi, generalmente, di <strong>sentimenti</strong> di <strong>inferiorità</strong>. &#8220;Tutti abbiamo dentro noi stessi una Buona Novella! La Buona Novella è che davvero non sappiamo quale possa essere la nostra <strong>grandezza,</strong> quanto possiamo <strong>amare</strong>, quanto possiamo ottenere, quanto grandi siano le nostre <strong>possibilità</strong>. Non si può rendere una Buona Novella migliore di questa&#8221; (Anne Frank)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. ACCETTAZIONE</strong> <strong>tollerante</strong> e speranzosa dei propri <strong>limiti</strong>, <strong>debolezze</strong>, <strong>errori</strong> e <strong>insuccessi</strong>. Chi accetta se stesso, si riconosce <strong>essere umano fallibile</strong>, come tutti gli altri, e non si meraviglia, né si <strong>angoscia</strong> troppo, per il fatto di sbagliare con maggiore, o minor frequenza. Riconosce seriamente gli aspetti spiacevoli della propria <strong>personalità</strong>, assume la <strong>responsabilità</strong> di tutte le proprie azioni, senza sentirsi in colpa più del dovuto per gli sbagli commessi. Sa per esperienza che &#8220;l&#8217;orrore dell&#8217;errore è un <strong>errore peggiore</strong>&#8220;. Non lo spaventano i <strong>propri limiti </strong>e <strong>difetti</strong>, e preferisce compiere con <strong>successo</strong> ciò che fa, ma non affonda quando perde.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Aspira a fare le cose bene, non alla <strong>perfezione</strong>. Non <strong>rinunciare</strong> mai al diritto di sbagliarti, ché altrimenti perderai la <strong>capacità di imparare</strong> cose nuove e di avanzare nella vita. Ricorda che sotto le ansie di <strong>perfezione </strong>si nasconde sempre la paura. Affronta le tue paure e concedi a te stesso il diritto di essere umano: paradossalmente, potrai fare di te una <strong>persona</strong> molto più feconda e <strong>felice</strong>&#8221; (D. Burns)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. AFFETTO</strong>: una disposizione <strong>positiva</strong> e <strong>amichevole</strong>, <strong>comprensiva</strong> e <strong>benevola</strong> verso <strong>se stessi</strong>, così da <strong>sentirsi in pace</strong>, non in guerra, con i propri pensieri e sentimenti (anche se sgradevoli), con la propria immaginazione e il proprio corpo (quali che sino le sue rughe &#8211; letterali, o metaforiche &#8211; e difetti). Si è capaci di gioire della solitudine senza disdegnare la compagnia; &#8221; <strong>ci si trova bene con se stessi</strong>, nella propria pelle&#8221; (L. Racionero).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Dovremmo imparare a guardare noi stessi con la stessa<strong> tenerezza</strong> con cui ci guarderemmo se fossimo nostro padre&#8221;</em><br />
(J.L. Martìn Descalzo)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. ATTENZIONE</strong> e <strong>cura amorevole</strong> dei propri <strong>bisogni, fisici e psichici</strong>,  <strong>intellettuali e spirituali</strong> (ovviamente, non ci riferiamo qui a quei bisogni superflui, creati artificialmente da una pubblicità aggressiva ed ingannevole). <strong>La persona che ha stima di sé</strong> preferisce la vita alla morte, il <strong>piacere</strong> al dolore, la <strong>gioia </strong>alla sofferenza. Non cerca il dolore per il dolore, <strong>protegge</strong> la propria <strong>integrità fisica e psichica</strong>, non si <strong>espone </strong>a pericoli inutili. E tuttavia è capace di accettare anche la sofferenza, e, se occorre, la morte, per una persona, o una causa con la quale si senta profondamente identificata. Così, ad esempio, una madre che ha stima di sé dona con <strong>gioia </strong>uno dei propri reni per farlo trapiantare ad un figlio che ne ha bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste quattro caratteristiche &#8211; le prime quattro &#8220;A&#8221; dell&#8217;<strong>autostima</strong> &#8211; presuppongono un buon livello di <strong>conoscenza </strong>di sé, e specialmente di <strong>autocoscienza</strong>, cioè di <strong>consapevolezza</strong> del proprio <strong>mondo interiore</strong>, conseguibile mediante l&#8217;amichevole <strong>ascolto</strong> di se stessi e l&#8217;<strong>attenzione</strong> costante a tutte le voci che sorgono da dentro. Già Socrate ci avvertiva che una <strong>vita inconsapevole</strong> non vale la pena di essere vissuta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando parliamo di <strong>autostima</strong>, parliamo allora di <strong>AFFERMAZIONE</strong> di quell&#8217;<strong>essere umano</strong> fallibile, irripetibile, preziosissimo, che merita tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione, ossia di quel &#8220;se&#8221; che ciascuno è; naturalmente, un &#8220;<strong>sé-in-relazione-con-gli-altri</strong>&#8220;, ché altrimenti non ci sarebbe <strong>individualità autentica.</strong> Non si tratta qui di narcisismo, poiché la persona che si stima davvero, nella propria globalità individuale e sociale, vive aperta e attenta all&#8217;altro, riconoscendone l&#8217;<strong>esistenza</strong> e <strong>affermandolo</strong>. Sa che non ci può essere <strong>affermazione </strong>duratura di sé senza solidarietà; accetta il fatto evidente dell&#8217;interdipendenza umana e si rende conto che non può, né le <strong>interessa</strong>, vivere isolata e <strong>indipendente</strong> dagli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Come le mele maturano con il sole, così anche noi uomini maturiamo in presenza dell&#8217;altro, collaborando con lu</em>i&#8221;<br />
(G. Torrente Ballester)</p>
<p>Tratto da:</p>
<p>José Vicente Bonet.<br />
AVERSI A CUORE.<br />
Sulla stima e l’amicizia con se stessi.</p>
<p>Titolo originale: &lt;Sé amigo de ti mismo. Manual de Autoestima&gt;</p>
<p>Traduzione dallo spagnolo di MARIA GRAZIA DAL PORTO E LIDIA FONTANA.<br />
Edizione italiana a cura di Giovanni Ruggeri</p>
<p>Fonte:<a href="http://pomodorozen.wordpress.com/2009/09/22/autostima-e-amore/" target="_blank"> http://pomodorozen.wordpress.com/2009/09/22/autostima-e-amore/</a></p>
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		<title>Saper ascoltare in modo attivo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Articoli per Stare Bene con Gli Altri]]></category>
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		<description><![CDATA[Come dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore L&#8217;ascolto attivo si basa sull&#8217;empatia e sull&#8217;accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da &#8221;un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft size-medium wp-image-2191" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Saper ascoltare" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/09/womanlistening-300x244.jpg" alt="Saper ascoltare" width="300" height="244" />Come dimostrare capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ascolto attivo</strong> si basa sull&#8217;<strong>empatia </strong>e sull&#8217;<strong>accettazione</strong>. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da &#8221;un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa&#8221; e, comunque, non giudicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si pratica l&#8217;<strong>ascolto attivo,</strong> invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da &#8221;buon osservatore&#8221;, ossia, come persone impassibili, &#8221;neutrali&#8221;, sicure di sé, incuranti delle proprie<strong> emozioni</strong> e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l&#8217;altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco.</p>
<p style="text-align: justify;">Per diventare &#8221;attivo&#8221;, l&#8217;ascolto deve essere<strong> aperto e disponibile</strong> non solo verso l&#8217;altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio <strong>punto di vista </strong>e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.   I <strong>principali elementi</strong> che caratterizzano una buona attività di ascolto, sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>sospendere i giudizi di valore e l&#8217;urgenza classificatoria</strong>, cercando di non definire a priori il proprio interlocutore o quanto egli dice in &#8221;categorie&#8221; di senso note e codificate</li>
<li><strong>osservare ed ascoltare</strong>, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente, ricordando che il silenzio aiuta a capire e che il vero ascolto è sempre nuovo, non è mai definito in anticipo in quanto rinuncia ad un sapere già acquisito</li>
<li><strong>mettersi nei panni dell&#8217;altro - dimostrare empatia</strong>, cercando di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo, per quello che è umanamente possibile, le sensazioni che manifesta</li>
<li><strong>verificare la comprensione</strong>, sia a livello dei contenuti che della relazione, riservandosi, dunque, la possibilità di fare domande aperte per agevolare l&#8217;esposizione altrui e migliorare la propria<strong> comprensione </strong></li>
<li><strong>curare la logistica</strong>, facendo attenzione al contesto fisico-spaziale dell&#8217;ambiente in cui si svolge la comunicazione per agevolare l&#8217;interlocutore e farlo sentire il più possibile a proprio agio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del &#8221;dover darsi da fare&#8221; per risolvere eventuali problemi espressi dal proprio interlocutore, oltre ad evitare tutte le &#8221;barriere della comunicazione&#8221;, quali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>dare ordini</li>
<li>mettere in guardia</li>
<li>moralizzare</li>
<li>persuadere con la logica</li>
<li>elogiare</li>
<li>ridicolizzare</li>
<li>interpretare</li>
<li>consolare</li>
<li>cambiare argomento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">le quali, in modo più o meno esplicito, costituiscono messaggi di rifiuto.      <strong>Studi sulle dinamiche dell&#8217;ascolto attivo</strong> Nel mondo occidentale il riconoscimento dell&#8217;importanza dell&#8217;ascolto attivo è una conquista molto recente.<br />
Un grosso impulso agli studi sulle dinamiche dell&#8217;ascolto attivo è stato dato, agli inizi degli anni &#8217;80, dagli studi sulle aziende post-industriali (Peters,1982; Kunda, 2000) e dagli studi sui rapporti fra professionisti e clienti (Wolvin e Coakly, 1988; Bert e Quadrino, 1999).</p>
<p style="text-align: justify;">Le basi teoriche per questo approccio erano state elaborate in precedenza da studiosi che hanno sostenuto la priorità dell&#8217;ascolto in un paradigma dialogico (Martin Heidegger, Michail Bachtin, Martin Buber) e dai teorici dei sistemi complessi (Bateson, von Foerster, Emery e Trist, Ashby).</p>
<p>Un modello molto efficace per comprendere la differenza fra <strong>ascolto passivo </strong>e <strong>ascolto attivo </strong>è offerto dalla buona comunicazione interculturale in situazioni concrete e contingenti (Sclavi, 2000a e 2000b) in quanto rende più facilmente evidenziabile che &#8221;uno stesso comportamento&#8221; può avere significati antitetici e al tempo stesso assolutamente legittimi a seconda del contesto culturale in cui è inserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio il &#8221;non guardare negli occhi una persona anziana e autorevole&#8221; in un contesto culturale può essere segno di rispetto, mentre in un altro, segno di mancanza di rispetto.<br />
I malintesi, l&#8217;irritazione, l&#8217;imbarazzo, la diffidenza in questi casi non sono risolvibili in termini di comportamenti &#8221;giusti o sbagliati&#8221;, ma cercando di capire l&#8217;esperienza dell&#8217;altro, il che implica accogliere come importanti, aspetti che siamo abituati a considerare trascurabili o addirittura che prima non abbiamo mai preso in considerazione.</p>
<p><strong>Le &#8221;Sette Regole dell&#8217;Arte di Ascoltare&#8221; (Sclavi,2000)</strong></p>
<ol style="text-align: justify;" type="1">
<li>Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.<br />
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.</li>
<li>Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.<br />
Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.</li>
<li>Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.</li>
<li>Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.<br />
Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.<br />
Il loro codice è relazionale e analogico.</li>
<li>Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.<br />
I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.</li>
<li>Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.</li>
<li>Per divenire esperto nell&#8217;arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.<br />
Ma quando hai imparato ad ascoltare, l&#8217;umorismo viene da sè.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Fonte:</strong></em></span> <a title="Saper ascoltare in modo attivo" href="http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=805&amp;idSezioneRif=104" target="_blank">http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=805&amp;idSezioneRif=104</a></p>
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		<title>Dialogo: le differenze fra uomo e donna</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mirimun</dc:creator>
				<category><![CDATA[- Relazioni di coppia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando gli uomini non parlano La difficoltà maggiore per un uomo sta nell&#8217;interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d&#8217;animo. Una delle imprese più ardue per una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1212" style="margin: 10px;" title="77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium" src="http://www.stobenecontutti.it/wp-content/uploads/2009/03/77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium-300x182.jpg" alt="77b2816b-2858-4c65-91bf-53fa7129399dhmedium" width="320" height="212" />Quando gli uomini non parlano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà maggiore per un uomo sta nell&#8217;interpretare correttamente una donna che sta parlando dei propri stati d&#8217;animo. Una delle imprese più ardue per una donna è interpretare correttamente il silenzio di un uomo. Per le donne il silenzio è spesso fonte di equivoci; il modo in cui i due sessi generalmente pensano ed elaborano le informazioni è profondamente diverso. Le donne pensano ad alta voce: lasciano scorrere liberamente i propri pensieri e li esprimono ad alta voce per approfondire le proprie intuizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini invece, prima di parlare, ripercorrono mentalmente ciò che hanno sentito o provato arrivando ad una soluzione attraverso un processo interiore. Spesso le donne fraintendono il silenzio maschile immaginando il peggio, infatti, le sole occasioni in cui la donna sceglie la via del silenzio sono quelle in cui ciò che andrebbe detto è troppo doloroso o quando non vuole parlare con uomo di cui non si fida più. Per rendere le loro relazioni davvero gratificanti le donne devono imparare che quando un uomo è turbato o stressato smette automaticamente di parlare e si rinchiude in se stesso per riflettere sulla situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qualcosa di molto difficile da accettare per una donna che non abbandonerebbe mai un&#8217;amica in difficoltà. Per una donna abbandonare il suo compagno quando questi è turbato non è un atto d&#8217;amore: poiché lo ama il suo istinto sarebbe quello di stargli vicino ed offrirgli aiuto. In buona fede pensa di doverlo interrogare perché lui possa averne dei benefici. Ma in realtà questo tipo di atteggiamento femminile non fa altro che turbare ed irritare ulteriormente un uomo. E&#8217; importante che gli uomini e le donne rinuncino a proporre al partner il tipo di aiuto da loro preferito e comincino ad apprendere invece le diverse modalità di sentire, reagire e pensare dei due sessi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché gli uomini si chiudono nel silenzio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini si rinchiudono in se stessi quando:</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Hanno bisogno di riflettere su un problema per trovarne la soluzione</li>
<li> Si sentono turbati o stressati e hanno bisogno di stare un po&#8217; da soli per calmarsi e riacquistare il controllo</li>
<li> Hanno bisogno di ritrovare se stessi</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché le donne parlano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le donne parlano per svariati motivi:</p>
<ul class="unIndentedList" style="text-align: justify;">
<li> Per trasmettere o raccogliere informazioni</li>
<li> Per sentirsi meglio quando sono turbate</li>
<li> Perché pensano ad alta voce</li>
<li> Per creare intimità</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sessi diversi bisogni emotivi diversi</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini e le donne concedono il tipo di amore di cui hanno bisogno e non quello necessario all&#8217;altro sesso. Gli uomini basano l&#8217;amore sulla fiducia, la stima e l&#8217;accettazione; le donne sull&#8217;affetto, la comprensione ed il rispetto.</p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="200">
<p align="center"><strong>Le donne   hanno bisogno di ricevere</strong></p>
</td>
<td width="200">
<p align="center"><strong>Gli uomini   hanno bisogno di ricevere</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200"></td>
<td width="200"></td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Sollecitudine</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Fiducia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Comprensione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Accettazione</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Rispetto</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Apprezzamento</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Devozione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Ammirazione</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">
<p align="center">Rassicurazione</p>
</td>
<td width="200">
<p align="center">Incoraggiamento</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Ignorando ciò che è importante per l&#8217;altro sesso, uomini e donne rischiano di provocare dolore ai loro partner</p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Errori   femminili </strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Perchè lui   non si sente amato </strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli offre   consigli non richiesti</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non si fidi più di lui</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei cerca di   cambiarlo per il &#8220;suo&#8221; bene</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non lo accetti per quello che è</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei si lamenta di   quello che lui non ha fatto</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui pensa che lei   non apprezzi le cose che fa</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli dice cosa   deve fare o non fare</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non si sente   ammirato</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei gli corregge o   gli critica ogni iniziativa</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non si sente   incoraggiato a farcela da solo</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Errori   maschili</strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center"><strong>Perché lei   non si sente amata</strong></p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
<td width="168"></td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui non l&#8217;ascolta</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che a lui   non le importi di lei</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui le offre   consigli pratici</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei non si sente   capita</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui l&#8217;ascolta ma   poi la rimprovera per avergli rovinato l&#8217;umore</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che lui   non abbia rispetto per i suoi sentimenti</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui minimizza le   necessità di lei</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei pensa che lui   non le sia devoto</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
<tr>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lui l&#8217;ascolta in   silenzio e poi se ne va</p>
</td>
<td width="20"></td>
<td width="168">
<p align="center">lei si sente   insicura perché lui non la rassicura</p>
</td>
<td width="20"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché a volte l&#8217;amore finisce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente l&#8217;amore finisce perché la gente da&#8217; istintivamente ciò che vuole ricevere. Poiché i bisogni primari d&#8217;amore della donna si incentrano sulla sollecitudine, sulla comprensione, sul rispetto, sulla devozione e sulla rassicurazione è di queste cose che lei fa generosamente dono al suo compagno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo l&#8217;uomo vive questo atteggiamento come mancanza di fiducia e reagisce in maniera negativa, a questo punto lei si chiede il perché le sue premure non siano state apprezzate. L&#8217;uomo invece, fa dono alla sua partner di ciò che lui ritiene primario e quindi: fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione ed incoraggiamento e non quello di cui la sua compagna ha effettivamente bisogno. Quindi per soddisfare il nostro partner è necessario imparare a dare l&#8217;amore di cui lei o lui hanno veramente bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Citazioni sulle coppie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per un uomo ascoltare una donna mentre esterna le sue preoccupazioni è fonte di stress, poichè si sente costretto a risolvere qualsiasi problema lei sollevi pensando ad alta voce.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, per lei, condividere le proprie inquietudini è un&#8217;espressione di fiducia.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>La bibbia del vivere in due</strong>&#8221; di Allan &amp; Barbara Pease.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui penso ad un 50/50. In effetti se Donna comincia ad esternare, Donna non vuole soluzioni. Quindi inutile presentarle. Uomo piu&#8217; esperto riesce a dare segni di assenso, e magari aggiunge parole con funzione -Continua pure- ma Uomo esperto gia&#8217; ha una idea della direzione del discorso. Per cui Uomo esperto puo&#8217; continuare ad ascoltare &#8216;Tutto il calcio minuto per minuto&#8217;&#8230; Piu&#8217; tardi, puo&#8217; far ripartire il discorso ingannando Donna nel credere che e&#8217;, infatti, un ottimo ascoltatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;altro lato, tuttavia, onna ha il maledetto vizio di esternare mentre Uomo guida automobile-senza capire che mente Uomo e mente Donna sono identiche nel guidare. Dato che Donna, non ascolta&#8217; ne&#8217; interagisce quando guida, non si capisce come poi possa pretendrlo da Uomo.</p>
<p>Fonte: Web</p>
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